Neanche per idea, se è vero che i cittadini stanno chiamando di continuo le associazioni dei consumatori con richieste di chiarimenti. Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di “preoccupazioni fondate, considerato che, come previsto dalla Legge di stabilità 2016, dovranno essere incrociate le banche dati  dell’Anagrafe tributaria, dell’Authority per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Acquirente Unico,  Ministero dell’Interno, Comuni e più chi ne ha più ne metta”. Per l’associazione dunque il rischio di errori è elevato, in particolare in due casi: quando l’intestatario del contratto di fornitura elettrica è diverso da chi ha pagato fino ad oggi il canone Rai. Un classico è la moglie che paga la bolletta della luce e il marito l’abbonamento alla tv. E’ possibile che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone già pagato dal marito, oppure che la moglie paghi, e il marito, vecchio abbonato, sia considerato un evasore. Altro caso a rischio errori è quello di chi paga la tariffa D3, che viene applicata sia ai residenti con impegno di potenza superiore a 3 kW sia ai non residenti, che il canone, invece, non devono pagarlo. Riusciranno a distinguere tra i due casi?