Truffe, dieci consigli contro maghi e santoni

unc_maghi-santoniSantoni, maghi, guaritori, medium, le definizioni si sprecano, ma il comune denominatore è sempre lo stesso: professionisti dell’inganno che approfittano dei momenti di debolezze delle persone dando false speranze  in cambio di denaro.

All’inganno spesso si aggiunge la vergogna di chi non vuole denunciare perché si sente mortificato e colpevole, ma è fondamentale prendere atto che  a tutti può capitare di cadere nella rete di veri e propri truffatori che sanno bene come prendersi gioco della gente e su cosa fare leva.

Ecco poi dieci consigli antitruffa che possono essere d’aiuto per difendersi dai ciarlatani:

  1. Evitate di incontrare il “mago” da soli, è sempre meglio farsi accompagnare da una persona fidata.
  2. Parlate il meno possibile, non fornite dati personali (indirizzo, numero di telefono, professione e soprattutto dati bancari!).
  3. Nel caso vi si [Continua a leggere…]

RIMBORSO PER FATTURAZIONE 28 GIORNI INVECE DI TRENTA COME FARE

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 “Ridurre il periodo di fatturazione da 30 a 28 giorni significa far pagare ai consumatori una mensilità in più ogni anno con un incremento tariffario dell’8,6 per cento. Per questo abbiamo denunciato Sky Italia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori,  ottenendo grande vittoria.

Nel mese di dicembre 2017, l‘Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deliberato di sanzionare gli operatori TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per la mancata osservanza della propria delibera in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e di fatturazione dei servizi, relativamente alla telefonia fissa e alle offerte convergenti fisso-mobile. Si tratta di 1,16 milioni di euro per ciascun operatore (il massimo della sanzione prevista).L’Autorità ha nel contempo emanato apposite linee guida per spiegare agli operatori come interpretare correttamente l’obbligo a fare una tariffazione “mensile”, come indicato dall’ultima Legge di Bilancio, ciò significa obbligo a rispettare il mese solare. i

Resta poi il problema dei rimborsi per il pregresso: l’AGCOM ha previsto che questi importi vengano stornati (e quindi restituiti agli utenti) nella prima fattura emessa con cadenza mensile. Non sempre accade perciò chi non avesse avuto il rimborso possono contattare e  se hanno bisogno di assistenza,  i nostri esperti scrivendo all’indirizzo email CONSUMATORIMARANO@HOTMAIL.IT o recarsi presso il nostro sportello in Calvizzano Na al viale della Repubblica 130 competente per Napoli Nord

DAL 5 gennaio 2018 I SALDI

 Il 5 gennaio 2018 è previsto l’inizio dei SALDI   Si ricorda come i negozianti non siano obbligati a saldare la propria merce ed a proporre sconti invernali. Tutti i consumatori dovranno inoltre stare attenti ad alcuni commercianti “furbi” che gonfieranno il prezzo di listino per avere comunque un margine elevato. I saldi invernali proseguiranno per circa 3 mesi anche se, in molti casi, alcuni capi di abbigliamento verranno esauriti nelle prime settimane di vendita a prezzi ridotti (per questo motivo è consigliabile utilizzare le prime settimane per fare acquisti ed avere quindi una maggior scelta).  i saldi termineranno il 31 marzo
Attenzione però i commercianti vicino casa devono esporre il prezzo originario e la scontistica applicata. Attenzione quindi che vengano rispettate le regole. Solo la legalità può riportare miglioria nel nostro territorio [Continua a leggere…]

Tassa rifiuti, Consiglio di Stato: illegittimo far pagare di più ai cittadini non residenti

La tassa sui rifiuti non può essere più alta per i cittadini che non risiedono nel Comune. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4223 del 6/9/2017 ha stabili che i comuni non possono determinare le tariffe in libertà, generando irragionevoli o immotivate disparità tra categorie di superfici tassabili potenzialmente omogenee, giustificandoli con argomenti estranei allo specifico contesto. La discrezionalità di cui si avvale l’ente nel determinare le tariffe ha natura tecnica, non “politica”.

Ne consegue che la decisione si deve basare su una stima realistica della produzione di rifiuti in ragione delle caratteristiche proprie di quel territorio comunale. In concreto l’ente deve rispettare, nell’esercizio della discrezionalità tecnica, il fondamentale principio di proporzionalità, anche in applicazione del principio comunitario «chi inquina paga», affermato in materia di Tarsu dalla Corte Ue nel 2009 e nel 2014.

Finalmente si inizia a mettere un freno all’anarchia dei Comuni se non alla rapina dei contribuenti che in Italia versano a famiglia circa 1.683 euro l’anno di tributi locali”, denuncia il presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, che aggiunge: “La prassi, comune a quasi tutte le amministrazioni, di determinare la tariffa sui rifiuti a prescindere dai costi effettivi del servizio stesso, inserendo spese del tutto estranee, sottopone il Comune al rischio di concordato preventivo. E su questo il Comune di Roma, con le vicende che stanno interessando l’azienda municipalizzata Atac che rischiano di riversarsi sulla Tassa rifiuti, ha molto da insegnare”.

Per MDC “Si tratta di una sentenza molto importante che mette fine al principio di tassazione medievale secondo cui, se non è del luogo, il cittadino deve pagare di più al Comune che lo ospita. Si apre così la strada per migliaia di rimborsi, come già avvenuto con le varie sentenze della Cassazione che hanno dichiarato illegittima l’Iva applicata sulla bolletta della Tari. Le sedi del Movimento raccoglieranno le segnalazioni dei cittadini che negli anni hanno pagato un surplus illegittimo sulla tassa dei rifiuti e chiederanno i rimorsi agli enti locali”.

Partiranno il prossimo 1 luglio da Napoli i saldi estivi 2017

 

thumbnail_526_saldi-20121il 1 luglio iniziano i saldi a Napoli ed in Campania 

Occhio alle truffe però! Molte volte gli articoli esposti come saldati hanno in realtà lo stesso prezzo di prima. È bene quindi, fare prima un giro di perlustrazione e memorizzare i prezzi prima dello sconto. Si eviterà così di comprare qualcosa, credendo di fare un affare, e ritrovarsi una fregatura.
Non farsi prendere dalla frenesia dell’acquisto e dal volere comprare a tutti i costi;
– È bene preferire i saldi di articoli venduti in pochissimi numeri e taglie, che sono quelli più seri e, generalmente, i più convenienti, trattandosi di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (per esempio, pochi numeri dello stesso tipo di scarpe);
– diffidare di chi apre un saldo dopo una vendita promozionale;
– per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto;
– non comprare capi d’abbigliamento che non hanno l’etichetta di composizione e preferire quelli che hanno anche l’etichetta di manutenzione, ovvero le istruzioni per il lavaggio o pulitura, che è un riscontro affidabile di quella di composizione;
– preferire i prodotti di marca nota, che nel settore dell’abbigliamento danno più affidamento, ma fare attenzione alla veridicità del marchio esposto, perché vi sono marchi che imitano nelle fattezze o in qualche elemento quelli più noti;
– controllare sempre le taglie quando si tratta di un capo d’abbigliamento a due pezzi, se è venduto a prezzi stracciati e se non è ammessa la prova di indossabilità, poiché potrebbero essere due taglie diverse.Inoltre, è utile sapere che i negozianti:
– sono responsabili del difetto del prodotto ai sensi dell’articolo 132 del Codice del consumo (D. Lvo n. 206/2005), che sia in saldo o che non lo sia;
– sono tenuti a sostituire il prodotto o rimborsare il prezzo ai sensi dell’articolo 130 dello stesso Codice, se c’è difetto grave e non riparabile;
– possono modificare l’operazione di cassa anche nei giorni successivi, in quanto il registratore ha il tasto per evidenziare sullo scontrino “eventuali rimborsi per restituzione di vendite”, come ha previsto l’articolo 8 del decreto ministeriale 30 marzo 1992 e una successiva circolare del ministero delle Finanze del 5 giugno 1992.
Contrariamente a quanto pensano molti consumatori, va invece precisato che i saldi non riguardano necessariamente tutta la merce del negozio, ma quella a saldo deve essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella di prezzo normale. In questo caso, oltre al prezzo di vendita va indicata la percentuale di sconto, sotto pena della sanzione di 1032 euro, ma nessuna norma prevede un minimo di sconto, che è completamente libero e può essere anche “sottocosto” senza osservare le relative regole.

 I saldi possono essere parziali, ma la merce venduta a prezzi scontati va tenuta ben separata da quella venduta a prezzo pieno.

  • Il cartellino di vendita deve sempre indicare il prezzo iniziale, la percentuale di sconto e il prezzo finale.
  • In caso di prodotto difettoso, seppur venduto a saldo, si può chiedere il cambio, la riparazione o la restituzione del denaro.
  • [Continua a leggere…]

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