Tassa rifiuti, Consiglio di Stato: illegittimo far pagare di più ai cittadini non residenti

La tassa sui rifiuti non può essere più alta per i cittadini che non risiedono nel Comune. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4223 del 6/9/2017 ha stabili che i comuni non possono determinare le tariffe in libertà, generando irragionevoli o immotivate disparità tra categorie di superfici tassabili potenzialmente omogenee, giustificandoli con argomenti estranei allo specifico contesto. La discrezionalità di cui si avvale l’ente nel determinare le tariffe ha natura tecnica, non “politica”.

Ne consegue che la decisione si deve basare su una stima realistica della produzione di rifiuti in ragione delle caratteristiche proprie di quel territorio comunale. In concreto l’ente deve rispettare, nell’esercizio della discrezionalità tecnica, il fondamentale principio di proporzionalità, anche in applicazione del principio comunitario «chi inquina paga», affermato in materia di Tarsu dalla Corte Ue nel 2009 e nel 2014.

Finalmente si inizia a mettere un freno all’anarchia dei Comuni se non alla rapina dei contribuenti che in Italia versano a famiglia circa 1.683 euro l’anno di tributi locali”, denuncia il presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, che aggiunge: “La prassi, comune a quasi tutte le amministrazioni, di determinare la tariffa sui rifiuti a prescindere dai costi effettivi del servizio stesso, inserendo spese del tutto estranee, sottopone il Comune al rischio di concordato preventivo. E su questo il Comune di Roma, con le vicende che stanno interessando l’azienda municipalizzata Atac che rischiano di riversarsi sulla Tassa rifiuti, ha molto da insegnare”.

Per MDC “Si tratta di una sentenza molto importante che mette fine al principio di tassazione medievale secondo cui, se non è del luogo, il cittadino deve pagare di più al Comune che lo ospita. Si apre così la strada per migliaia di rimborsi, come già avvenuto con le varie sentenze della Cassazione che hanno dichiarato illegittima l’Iva applicata sulla bolletta della Tari. Le sedi del Movimento raccoglieranno le segnalazioni dei cittadini che negli anni hanno pagato un surplus illegittimo sulla tassa dei rifiuti e chiederanno i rimorsi agli enti locali”.

Partiranno il prossimo 1 luglio da Napoli i saldi estivi 2017

 

thumbnail_526_saldi-20121il 1 luglio iniziano i saldi a Napoli ed in Campania 

Occhio alle truffe però! Molte volte gli articoli esposti come saldati hanno in realtà lo stesso prezzo di prima. È bene quindi, fare prima un giro di perlustrazione e memorizzare i prezzi prima dello sconto. Si eviterà così di comprare qualcosa, credendo di fare un affare, e ritrovarsi una fregatura.
Non farsi prendere dalla frenesia dell’acquisto e dal volere comprare a tutti i costi;
– È bene preferire i saldi di articoli venduti in pochissimi numeri e taglie, che sono quelli più seri e, generalmente, i più convenienti, trattandosi di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (per esempio, pochi numeri dello stesso tipo di scarpe);
– diffidare di chi apre un saldo dopo una vendita promozionale;
– per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto;
– non comprare capi d’abbigliamento che non hanno l’etichetta di composizione e preferire quelli che hanno anche l’etichetta di manutenzione, ovvero le istruzioni per il lavaggio o pulitura, che è un riscontro affidabile di quella di composizione;
– preferire i prodotti di marca nota, che nel settore dell’abbigliamento danno più affidamento, ma fare attenzione alla veridicità del marchio esposto, perché vi sono marchi che imitano nelle fattezze o in qualche elemento quelli più noti;
– controllare sempre le taglie quando si tratta di un capo d’abbigliamento a due pezzi, se è venduto a prezzi stracciati e se non è ammessa la prova di indossabilità, poiché potrebbero essere due taglie diverse.Inoltre, è utile sapere che i negozianti:
– sono responsabili del difetto del prodotto ai sensi dell’articolo 132 del Codice del consumo (D. Lvo n. 206/2005), che sia in saldo o che non lo sia;
– sono tenuti a sostituire il prodotto o rimborsare il prezzo ai sensi dell’articolo 130 dello stesso Codice, se c’è difetto grave e non riparabile;
– possono modificare l’operazione di cassa anche nei giorni successivi, in quanto il registratore ha il tasto per evidenziare sullo scontrino “eventuali rimborsi per restituzione di vendite”, come ha previsto l’articolo 8 del decreto ministeriale 30 marzo 1992 e una successiva circolare del ministero delle Finanze del 5 giugno 1992.
Contrariamente a quanto pensano molti consumatori, va invece precisato che i saldi non riguardano necessariamente tutta la merce del negozio, ma quella a saldo deve essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella di prezzo normale. In questo caso, oltre al prezzo di vendita va indicata la percentuale di sconto, sotto pena della sanzione di 1032 euro, ma nessuna norma prevede un minimo di sconto, che è completamente libero e può essere anche “sottocosto” senza osservare le relative regole.

 I saldi possono essere parziali, ma la merce venduta a prezzi scontati va tenuta ben separata da quella venduta a prezzo pieno.

  • Il cartellino di vendita deve sempre indicare il prezzo iniziale, la percentuale di sconto e il prezzo finale.
  • In caso di prodotto difettoso, seppur venduto a saldo, si può chiedere il cambio, la riparazione o la restituzione del denaro.
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Telefonia fissa, Agcom: la fatturazione deve essere mensile

agcomuTrasparenza e comparabilità dei prezzi nella telefonia significa che tariffe e fatturazione devono essere espresse su base mensile per la telefonia fissa e non inferiore a 28 oggi per quella mobile. Il criterio per la fatturazione del telefono fisso deve essere il mese, ha detto l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in una delibera in cui si affronta anche il tema della conoscenza del credito residuo da parte dei consumatori – che deve essere garantita in modo gratuito, specifica l’Agcom.

 

L’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese, affinché l’utente possa avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi”, dice l’Agcom, spiegando che “alla luce dell’evoluzione dei mercati della telefonia fissa e mobile, l’Autorità ha infatti ravvisato la necessità di garantire una tutela effettiva degli utenti avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti, nonché di controllo dei consumi e della spesa, determinati anche dal venir meno di un parametro temporale certo e consolidato per la cadenza del rinnovo delle offerte e della fatturazione”. [Continua a leggere…]

Arrivalo le risposte d21 aprile la scadenza ROTTAMAZIONE EQUITALIA CONDONO SPOSTATO TERMINE

equitalia

Più tempo per l’adesione alla domanda di rottamazione delle cartelle Equitalia: è quello che chiede un emendamento presentato in Commissione Finanze alla Camera (con il Decreto Terremoto). Si parla, più nello specifico, di un possibile slittamento del termine per l’adesione al 21 aprile (tre settimane in più quindi rispetto alla scadenza del 31 marzo). E di conseguenza la scadenza per le risposte dell’agente di riscossione alle istanze presentate subirebbe una proroga al 15 giugno (rispetto al 31 maggio attuale).

Il condono Equitalia 2017, è una nuova misura inserita nella Legge di Stabilità 2017 che prevede una sanatoria, o meglio, una rottamazione cartelle Equitalia emesse entro il 31 dicembre 2016, termine cambiato a seguito dell’approvazione di un emendamento di modifica presentato nel corso dell’esame di convesione di legge decreto 193/2016 dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Sulla base del nuovo testo di legge, conversione decreto 193/2016 condono Equitalia, è stato così modificato:

1) Concesssa la definizione agevolata delle cartelle notificate dal 2000 al 31 dicembre 2016;

2) La scadenza domanda condono Equitalia slitta  al 21.04.2017

2) Concessa la possibilità anche per gli Enti locali che non si affidano ad Equitalia per la riscossione, di poter concedere il condono delle cartelle esattoriali;

3) In caso di condono rateizzato, l’ultima rata dovrà essere pagata entro settembre 2018.

4) Il numero delle rate della rateizzazione condono, passano da 4 a 5, a patto però che il 70% di quanto dovuto, sia pagato entro il 2017 ed il restante 30%, entro settembre 2018.

Rc auto, IVASS segnala sito internet intermediario non conforme alla disciplina

autoAttenzione ai siti internet che non rispettano la disciplina sull’intermediazione assicurativa, è l’avviso di IVASS, a  seguito delle segnalazioni sulla commercializzazione di polizze r.c. auto, anche aventi durata temporanea, tramite Il sito internet:.Secondo quanto comunicato da IVASS, un sito internet si presenta come un’agenzia assicurativa plurimandataria, riportando, inoltre, un indirizzo corrispondente alla sede di una società che non svolge attività di intermediazione assicurativa e ha dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite il predetto sito internet.

L’Istituto richiama l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che i siti web degli intermediari che esercitano l’attività di intermediazione tramite internet devono sempre indicare: i dati identificativi dell’intermediario; l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica; il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.

Per gli intermediari del SEE abilitati ad operare in Italia il sito web deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

I siti web o i profili facebook (o di altri social network) che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte. [Continua a leggere…]

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