L’assegno digitale sostituisce l’assegno originale cartaceo

banca Dal sito Abi.it – (1° settembre 2018) Nell’ambito del processo di digitalizzazione del Paese anche gli assegni si adeguano. Ciò grazie alla nuova procedura denominata “Check Image Truncation” (CIT) che trasforma gli assegni, una volta versati in banca, in un documento digitale.

L’assegno digitale sostituisce l’assegno originale cartaceo ed ha piena validità ad ogni effetto di legge, riducendo i rischi operativi legati al suo scambio materiale e lavorazione manuale.
La CIT non incide sulle modalità di utilizzo e versamento degli assegni da parte dei clienti: l’emissione e la circolazione degli assegni rimangono infatti in forma cartacea, e il versamento avviene presso gli sportelli delle agenzie o presso gli ATM multifunzione come previsto da ciascuna banca.
Dal 9 luglio 2018 la CIT è l’unica procedura utilizzabile dalle banche per il pagamento degli assegni.
Le 4 cose da sapere e a cui fare attenzione
1) Quando si emette l’assegno o quando lo si riceve, è importante verificare che esso sia completo di tutti gli elementi obbligatori: 1. luogo e data di emissione; 2. importo in lettere e in cifre; 3. nome del beneficiario; 4. firma del correntista che emette l’assegno bancario (cosiddetta firma di traenza) o della banca che emette l’assegno circolare. Gli assegni privi di uno di questi requisiti non sono regolari, non possono essere incassati con la nuova procedura CIT e devono essere nuovamente emessi.
Da non dimenticare, inoltre, che sugli assegni di importo pari o superiore a 1.000 euro deve essere presente la clausola “non trasferibile”, solitamente già presente sui moduli di assegni rilasciati dalla banca o da apporre a mano, a cura del correntista, qualora non presente su moduli di assegni “vecchi” e non ancora utilizzati, per non incorrere in sanzioni.

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ANTITRUST SEGNALA POSSIBILI ABUSI DI SKY E DAZN per una pubblicità non veritiera

antitrustAntitrust ha avviato su segnalazione anche dell’Unione Nazionale Consumatori, due procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori nei confronti di Sky e di DAZN, per la commercializzazione dei pacchetti 2018/2019. «Un’ottima notizia», commenta il presidente dell’Unione consumatori, Massimiliano Dona, che accusa la Lega di aver spacchettato in tre la serie A e di «aver impedito la vendita dei 3 pacchetti a un’unica [Continua a leggere…]

FERIE VACANZE

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LA SEDE DELL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

MARANO NAPOLI NORD

RESTA CHIUSA PER FERIE DAL 03 AGOSTO  AL  31 AGOSTO.

Riapriamo il 3 settembre 2018

PER URGENZE E CONSULTAZIONI POTETE CONTATTARE L’EMAIL CONSUMATORIMARANO@HOTMAIL.IT ED AVRETE UNA RISPOSTA IMMEDIATA  O CONTATTARE IL 3382787298

ATTENTI AI COSTI NASCOSTI IN BOLLETTA

bollettaLa telefonia si conferma regina incontrastata dei reclami che ogni giorno giungono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori; negli ultimi mesi, complice il “pasticcio” della fatturazione a 28 giorni, il numero di segnalazioni è persino triplicato!

Anche se spesso si tratta di cifre irrisorie, pochi centesimi o qualche euro, sul lungo periodo possono fare la differenza. E poi a far arrabbiare i consumatori è l’atteggiamento di quelle compagnie che fanno del rapporto con il cliente il proprio vanto per poi somministrarci tutte queste opacità alla prima occasione.

Avete una minima idea di quanti costi sono nascosti nella nostra bolletta del telefono? Questi importi, dei quali spesso neanche ci accorgiamo, fanno lievitare la fattura mese dopo mese!

Noi dell’Unione Nazionale Consumatori abbiamo dichiarato una guerra totale alle aziende delle Telco a seguito della vicenda delle bollette a 28 giorni: abbiamo denunciato le scorrettezze informative sul recesso, gli inganni della fibra ed ora abbiamo lanciato una ampia denuncia degli operatori Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb all’Autorità Antitrust con l’accusa di addebitare in modo non trasparente alcuni costi dei servizi.

E voi conoscete ogni singola voce della vostra bolletta? Date un’occhiata a questi 10 addebiti e ne scoprirete delle belle! E per commentare sui social utilizzate l’hashtag #costinascosti.  [Continua a leggere…]

CHIAMATE INDESIDERATE COME FERMARLE NUOVA NORMATIVA

Il  4 febbraio è entrata in vigore la norma sulle chiamate indesiderate, anche se sono necessari 90 giorni affinché si concretizzino alcuni degli effetti previsti dalla legge. Vediamo intanto che cosa prevede questo testo che, anche se non è perfetto, mette comunque un freno al telemarketing aggressivo:

  • potenziamento del registro delle opposizioni grazie all’introduzione di numeri di telefonia mobile (in precedenza era possibile scrivere solo i numeri fissi) e anche quelli assenti dagli elenchi pubblici;
  • una volta iscritti al registro, tutti i consensi dati in precedenza (sia online che offline) sono cancellati;
  • gli operatori dei call center devono indicare all’utente come hanno ottenuto i suoi dati personali(da elenchi pubblici o dall’acquisto di banche dati).

Uno degli aspetti del disegno di legge su cui il dibattito è stato più acceso è il cosiddetto “prefisso unico”: una prima versione della normativa prevedeva infatti che tutte  le chiamate pubblicitarie fossero riconoscibili da un codice che sarebbe lo stesso per tutte le società di call center. La lobby dei call center ha però ottenuto un compromesso: il prefisso unico anti-scocciatori raddoppia, uno per riconoscere le chiamate commerciali ed un altro per le indagini statistiche. Inoltre il testo consente ora agli operatori che non si adeguano al prefisso unico, la facoltà di usare una numerazione “ricaricabile” per consentire un contatto da parte del consumatore.  Entro il 5 maggio 2018, l’Agcom ha il compito di identificare i codici o prefissi indicati, mentre i call center dovranno adeguare le numerazioni telefoniche facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni entro il 5 aprile.

Come anticipato, alcune parti della legge richiedono i decreti attuativi per avere effetti, quindi :

1) servono 90 gg per avere il prefisso specifico;

2) servono 90 gg per avere nuovo registro opposizioni;

3) ci vogliono 6 mesi per cambiare le tariffe del registro. [Continua a leggere…]

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