Consumatori Marano - La tutela dei consumatori e dei cittadini
ACCORDI NULLI PROPOSTI DALLE BANCHE
Giovedì 03 Maggio 2012 08:44
STRANI ACCORDI PROPOSTI DALLE BANCHE
E’ possibile che le banche contattino i propri clienti per concordare una variazione del tasso di interesse del mutuo? Non è possibile, eppure secondo il Centro Tutela Consumatori e Utenti sono molti i consumatori che si sono trovati a fare i conti con richieste simili da parte di alcuni istituti bancari. E se l’accordo salta? Salta anche il contratto di mutuo. La normativa parla chiaro: le banche non possono modificare unilateralmente, nel corso della durata del mutuo, il tasso e tutto ciò che lo riguarda, cioè parametri e spread. L’art. 118 del Testo Unico Bancario, infatti, ha stabilito che per i contratti bancari a tempo determinato, come nel caso di un mutuo, la cd. modifica unilaterale delle condizioni economiche del contratto da parte della banca può riguardare, solo in presenza di un giustificato motivo, le condizioni accessorie del mutuo, ma non il tasso di interesse.
 
 Tuttavia le banche possono invitare il cliente a ridiscutere i termini dell’accordo iniziale e quindi a proporgli – e magari convincerlo anche ad accettare – di modificare consensualmente il tasso e in particolare la misura del guadagno della banca, che in termine tecnico viene definita “spread”.
 
“Per quanto ci è dato sapere, i consumatori interessati ci comunicano che i relativi solerti istituti bancari avvertono, che in caso di mancato raggiungimento dell’accordo di modifica del tasso, essi (gli istituti) sarebbero pronti a “recedere unilateralmente” dal contratto, applicando una clausola di cd “recesso ad nutum” inserita in contratto” fanno sapere dall’Associazione che ha verificato che tale clausola viene effettivamente inclusa in molti moduli contrattuali predisposti dalle Cassa Raiffeisen. Già in passato, e in più di un’occasione, il CTCU aveva chiesto alle stesse Raiffeisen (a mezzo della Federazione delle Casse Rurali-Raiffeisen) l’eliminazione di tale clausola, in quanto “vessatoria”.
 
Che fare? Il CTCU ha annunciato che segnalerà la questione all’Autorità per la concorrenza ed il mercato (AGCM), attraverso sia una segnalazione di pratica commerciale scorretta (non è corretto minacciare il recesso in caso di non accettazione di un accordo chiaramente penalizzante per il consumatore), sia di valutazione del carattere di vessatorietà della clausola di “recesso ad nutum” a favore della banca (tra l’altro senza previsione di alcun giustificato motivo!). ATTENZIONE PRIMA DI FIRMARE PARLATENE CON NOI
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ATTENTI ALLE FALSE EMAIL DI POSTE E BANCHE
Martedì 10 Aprile 2012 08:09

Poste Italiane ritorna sul fenomeno del “phishing” attivato da raggiratori che inviano false e-mail che sembrano provenire dalle stesse Poste Italiane chiedendo numeri di carte di credito, di conti correnti, di coordinate bancarie e altre informazioni personali a scopo di truffa. Per quanto riguarda le Poste, la comunicazione è studiata per spingere gli utenti che la leggono a credere che si tratti di un messaggio ufficiale proveniente da Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . In questo modo, i criminali tentano di carpire la buona fede dei clienti Bancoposta titolari di conto on-line o di carta Postepay (ma la e-mail può arrivare a chiunque), invitandoli su pagine web truccate per apparire quali pagine del sito di Poste Italiane. Su questi spazi web abusivi, i phishers chiedono all’utente di lasciare i propri dati e codici di accesso, che vengono pertanto catturati dagli autori delle truffe. Persino i link presentati nelle e-mail, ad uno sguardo superficiale, sembrano legittimi, mentre sono mascherati per trarre in inganno più facilmente gli utenti meno esperti.
Per contrastare il fenomeno descritto e per tutelare la propria clientela, Poste Italiane sta adottando una serie di contromisure che seguono una logica di comunicazione, prevenzione e contrasto, ricordando innanzi tutto che in nessun caso Poste Italiane chiede via e-mail ai propri correntisti di inviare dati come password, nome utente o codice dispositivo segreto.Da annio è stata attivata una Centrale degli Allarmi Antiphishing, al fine di ridurre al minimo il tempo di scoperta degli attacchi e procedere all’oscuramento dei siti clone ma l'attività dei malfattori è sempre altamente specializzata. Del resto questa usanza si è estesa a tutte le banche e distituti di credito. Spesso capita di avere email con la richiesta di notizie sul concocorrente presso istituti di credito presso i quali non si è avuto alcun rapporto. IL CONSIGLIO PRINCIPALE E' DI CANCELLARE SUBITO LA EMAIL E NON CLICCARCI SOPRA. Esistono ( a quanto pare) dei programmi capaci di copiare direttamente poassword e codici solo cliccando. Nel caso verificate qualche anomalia maggiore contattateci per redigere una debnunzia ai carabinieri o polizia o andate direttamente denunziado tali episodi

 
ILLEGITTIMA LA NORMA SALVA BANCHE
Martedì 10 Aprile 2012 07:57
Anatocismo, Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma “salva-banche”


La norma sull’anatocismo bancario contenuta nel decreto Milleproroghe del 2010 è illegittima. Lo ha dichiarato la Corte Costituzionale (sentenza n.78). La norma... in questione regola i tempi di prescrizione per presentare ricorso contro le banche che hanno applicato l’anatocismo, ossia la contabilizzazione trimestrale degli interessi bancari passivi.

La norma calcola i tempi di prescrizione decennale dal compimento di ogni singola operazione e non dalla chiusura del conto corrente, come aveva ribadito la Corte di Cassazione con una sentenza del 2 dicembre 2010.

Invitiamo chi ha o ha avuto un contratto di conto corrente (purché non chiuso da più di 10 anni) che ha registrato degli scoperti ed al quale sono state illegittimamente addebitate somme da parte delle banche, ad inviare una formale diffida, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno alla propria Banca, chiedendo la restituzione delle somme illegittimamente percepite. La sentenza è fondamentale perchè la prescrizione (perdita del diritto) parte dalla chiusura del conto corrente e non dalle singole operazioni magari iniziate anni prima.
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