LA NUOVA TASSA RIFIUTI: TARES …cos’è SE PAGARLA E COME

rifiuti_2954_15633Si chiama Tares ed è la nuova tassa sui rifiuti . Il pagamentoslittato più volte ha fatto il suo ingresso a partire da luglio. Le prima rata sarà scandite in base agli importi pagati come Tarsu o Tia nel 2012, a cui si aggiungeranno i 30 centesimi al metro per i servizi indivisibili. Al saldo di dicembre, come accade oggi con l’Imu, gli importi potranno crescere in base alle scelte comunali. La Tares è ‘frutto’ del decreto SalvaItalia ma a farla entrare concretamente in vigore è il ddl Stabilità . Le stime concordano tutte: la nuova tassa sarà più cara delle vecchie Tarsu e Tia Perché? Presto detto: dovrà finanziare interamente il servizio di igiene ambientale, e dovrà occuparsi anche di illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e così via.

Per finanziare i «servizi indivisibili», in pratica, il Comune – come già detto – applicherà al tributo sui rifiuti una maggiorazione, pari a 30 centesimi (elevabile a 40) al metro quadrato: qualche decina di euro all’anno per abitazioni e negozi, quindi, e un conto più pesante per imprese, uffici, centri commerciali e così via. A pagare la nuova tassa saranno non solo i proprietari di case – come per l’Imu – ma anche gli affittuari dal momento che la Tares si applica a tutti coloro che «occupano o detengono locali o aree scoperte».Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte accessorie o di pertinenza a civili abitazioni e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva.

Il Comune con proprio regolamento può prevedere riduzioni tariffarie, nella misura massima del 30%, nel caso di:
- abitazioni con unico occupante;
- abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo;
- locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti a uso stagionale o a uso non continuativo, ma ricorrente;
- abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di 6 mesi all’anno, all’estero;
- fabbricati rurali ad uso abitativo.
Ulteriori riduzioni della tariffa sono previste:
- per le zone in cui non è effettuata la raccolta, il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta;
- relativamente alla raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche sono assicurate riduzioni nella modulazione della tariffa;
- nel caso di recupero dei rifiuti, alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero;
- altre deliberate dal Consiglio comunale (sotto forma di riduzioni ed esenzioni).

Le tariffe Tares devono essere fissate da specifiche delibere da parte dei Consigli comunali; questi possono decidere di incrementare fino a 40 centesimi la tariffa base, ora fissata in 30 centesimi per ogni metro quadrato dell’immobile. La maggiorazione va a copertura della gestione dei rifiuti come attività “di pubblico interesse”, ivi compresa la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento, nonché lo spazzamento stradale e una componente aggiuntiva legata a tutti quei servizi indivisibili dei Comuni come per esempio l’illuminazione e il rifacimento del manto stradale.
La tariffa più alta è stata fissata dal Comune di Napoli e ammonta a 427,80 euro.

Chi deve pagare l’imposta

Il presupposto di applicazione della Tares è il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di:

  • locali (quindi di tutte le strutture fissate al terreno e chiuse minimo su tre lati).
  • aree scoperte, ossia di tutte quelle superfici prive di edifici o di strutture edilizie, di spazi circoscritti che non costituiscono parte integrante del locale (come le tettoie, i balconi, le terrazze, i campeggi, i dancing e cinema all’aperto, parcheggi, adibiti a qualunque utilizzo e in grado di produrre rifiuti urbani e assimilati).

Sono invece escluse:

  • le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, quali i balconi e le terrazze scoperte, i posti auto scoperti, i cortili, i giardini e i parchi.
  • le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 c.c. che non siano detenute o occupate in via esclusiva, come androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini.

A differenza dell’Imu, insomma, la Tares colpisce non solo i proprietari degli immobili, ma anche chi ne usufruisce.

Quota fissa e variabile applicate su prima e seconda casa

L’applicazione della Tares sulle utenze domestiche, ovvero sugli immobili destinati esclusivamente all’abitazione con relative pertinenze come per esempio prima o seconda casa, viene calcolata in base al numero dei componenti del nucleo familiare che risultano iscritti dal primo gennaio 20013 sugli elenchi dell’anagrafe tributaria e alla metratura dell’abitazione.

  • Quota fissa: si applica alla superficie dell’alloggio e dei locali che ne costituiscono la relativa pertinenza, sulla base di tariffe fissate per le unità di superficie rispetto al numero degli occupanti, in modo da privilegiare i nuclei familiari più numerosi.
  • Quota variabile: è determinata in relazione al numero degli occupanti.
  • Coefficienti: sono determinati nella delibera tariffaria.

Il calcolo della quota fissa

Il calcolo della quota fissa si basa su una tariffa commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte.

  • per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, viene calcolata sull’80% della superficie catastale; nei casi in cui non sia disponibile né la superficie catastale né quella convenzionale determinata dall’Agenzia del Territorio, viene utilizzata la stessa superficie applicata per Tarsu o per la Tia.
  • per le altre unità immobiliari, è da calcolare sulla superficie calpestabile misurata al netto dei muri, pilastri, a esclusione di balconi e terrazze oppure per aree esterne in base al perimetro interno.
  • le medesime disposizioni si applicano alle unità immobiliari per le quali è stata attribuita la rendita presunta.

Il calcolo della quota variabile

La misura della quota variabile Tares, sulle utenze domestiche, viene calcolata sulla base del numero degli occupanti dell’abitazione, ovvero, in funzione dei componenti del nucleo familiare risultante all’Anagrafe del Comune, altresì vengono considerate nel calcolo dell’imposta anche le altre persone che dimorano nella casa per un periodo superiore ai sei mesi come per esempio colf e badanti. Vanno inoltre considerate parte del nucleo e quindi calcolate ai fini dell’imposta, le persone presenti nello stato di famiglia ma domiciliate temporaneamente in un altro indirizzo, come per esempio i volontari o i lavoratori che si trovano all’estero o gli individui ricoverati presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri educativi o penitenziari per un periodo inferiore ai 12 mesi. I luoghi di deposito come le cantine o le autorimesse vengono considerate utenza domestica con un occupante solo se appartengono a una persona fisica priva nel comune di altre utenze abitative. Per le  abitazioni in cui vivono più nuclei familiari, la tariffa Tares è calcolata in base al numero complessivo degli occupanti nell’alloggio. Tale numero, per quanto riguarda le utenze domestiche, è quello che risulta all’Anagrafe Tributaria a partire dal 1 Gennaio 2013 mentre per le nuove utenze, alla data di apertura. Le variazioni intervenute successivamente alla data indicata hanno effetto a partire dall’anno seguente. In alternativa, ogni Comune può regolamentare che il numero degli occupanti le utenze domestiche è quello risultante alla data di emissione dell’invito di pagamento di cui all’articolo 36, comma 1, con eventuale conguaglio nel caso di variazioni successivamente intervenute.

Riduzioni e agevolazioni

I singoli Comuni possono concedere riduzioni e agevolazioni nella quota fissa e nella quota variabile.

1) Riduzione al massimo del 30% della quota variabile della tariffa per le utenze domestiche che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • abitazioni con unico occupante.
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo.
  • locali, diversi dalle abitazioni, e aree scoperte adibiti a uso stagionale o a uso non continuativo, ma ricorrente.
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero.
  • fabbricati rurali a uso abitativo.

2) Riduzione della quota variabile Tares in misura non superiore al 40% della tariffa per le utenze domestiche in cui il Comune non abbia proceduto ad attivare la raccolta differenziata, mentre per le utenze servite da raccolta domiciliare differenziata con recupero della parte organica o il recupero di materiali per la formazione di compost è prevista una riduzione della tariffa Tares. Nel caso di recupero certificato dei rifiuti da parte del produttore può essere applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati. Altresì possono essere approvati contributi, agevolazioni ed esenzioni sull’imposta comunale, se autorizzati dal bilancio comunale e solo se la copertura dei costi per lo smaltimento e la gestione dei rifiuti sia già garantita da risorse diverse dal gettito della Tares.

Come e dove pagare

Il pagamento della prima rata deve avvenire nel mese di luglio mediante apposito modello F24, oppure tramite bollettino postale, sempre con sistema F24. Le scadenze e il numero delle rate possono comunque essere modificati dalla delibera dei singoli comuni. Una volta entrata a regime, la Tares ha scadenza trimestrale: le quattro rate riguardano i mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre e devono essere versate direttamente al Comune. I contribuenti possono sceglieere di pagare il tributo in un’unica volta,.

I COMUNI A NORD DI NAPOLI SI SONO DIVERTITI E SBIZZARRITI NEI CALCOLI PIU’DISPARATI. E’ NECESSARIO CHE OGNI CITTADINO CONTROLLI L’ESATTA APPLICAZIONE DEL CALCOLO IN BASE ALLE PERTINENZE, ALLE AREE SCOPERTE ALLA DESTINAZIONE.

STIAMO STUDIANDO UN SISTEMA DI CONTESTAZIONE PER QUEI COMUNI CHE HANNO ATTIVATO LA TARES IN MANIERA DISORGANIZZATA SENZA CONSIDERARE I PARAMETRI PREVISTI DALLA LEGGE OPPURE BASANO I LORO CALCOLI SU PARAMETRI SBAGLIATI DELL’ANNO PRECEDENTE

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