Dal primo aprile 2015 nuove etichette per origine carne.

etichetta_alimentare_leggereil Regolamento europeo impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili. L’etichettatura delle carni sarà dunque più chiara e trasparente.
Entra infatti in applicazione il regolamento di esecuzione (Reg.1337/2013) della rivoluzione normativa avvenuta per le etichette degli alimenti (Reg. 1169/2011). Il regolamento si applica alle carni fresche, refrigerate o congelate della specie suina, ovina o caprina e di volatili. Cosa si troverà in etichetta? Solo se l’animale è nato, allevato e macellato in uno stesso Paese (ad esempio in Italia) si scriverà “Origine: Italia”. In caso contrario si indicherà la dizione “Allevato in …”con l’indicazione del Paese dove si considera sia avvenuto sostanzialmente gran parte dell’allevamento.
“La novità è grande e importante per i consumatori ma l’etichetta di suini, ovini e volatili non può essere paragonata per trasparenza e completezza a quella della carne bovina, per la quale a prescindere dal periodo di allevamento o età dell’animale si dovrà sempre indicare dove l’animale è nato, sezionato e macellato. Forse un’occasione persa?”, si chiede però MDC che lancia anche una campagna con l’hashtag‪#‎AlimentiNuoveEtichette‬ sui social Facebook e Twitter dell’associazione: ogni giorno si spiegheranno ai cittadini i cambiamenti previsti.
“Con l’entrata in vigore del regolamento Ue n.1337/2013, che applica parte della normativa comunitaria in materia di informazioni alimentari ai consumatori, le carni suine, ovi-caprine e dei volatili non potranno più essere vendute in forma anonima senza che ne sia indicato il luogo di provenienza e di macellazione. Restano fuori dall’obbligo dell’indicazione d’origine solo i conigli, per i quali non esiste ancora un riferimento normativo”, rileva a sua volta la Cia-Confederazione italiana agricoltori. “Ora partire da questo risultato per continuare a tutelare la sicurezza e la trasparenza alimentare iniziando dalle produzioni che, a oggi, restano ancora escluse dalla normativa europea sull’origine dei prodotti agricoli”, è l’appello lanciato dal presidente nazionale della Cia Dino Scanavino. “Una scelta obbligata e non più rinviabile sia per assicurare competitività agli agricoltori e per premiare i loro sforzi, attraverso l’indicazione esclusiva del luogo di origine e il divieto di etichette anonime, sia per rispondere alle attese dei tanti consumatori che sono sempre più interessati a fruire delle informazioni che accompagnano i prodotti al momento della loro scelta di acquisto”.
L’Adoc lamenta però l’assenza nel provvedimento della carne equina e del coniglio. “L’etichetta di origine rappresenta una garanzia di informazione per i consumatori, grazie alla tracciabilità si attiva anche una protezione verso le frodi e le truffe – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – i consumatori vogliono e devono sapere con esattezza non solo l’origine della produzione e dell’allevamento, ma anche il tipo e le condizioni di quest’ultimo e l’ultimo caso della frode della carne di cavallo ne è la controprova. In questo senso rimaniamo perplessi dall’esclusione proprio della carne di equino, così come della carne di coniglio e di maiale trasformata in salumi. Una mancanza che ci auguriamo possa essere risolta in brevissimo tempo, l’etichettatura ha senso se completa e comprensiva di ogni alimento. Con un’etichettatura e una tracciabilità ampie si riuscirebbe anche a controbattere all’enorme diffusione della contraffazione alimentare che penalizza in particolare i prodotti italiani”.

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